Classe 1997, appassionato di viaggi, sport e cinema. Ritengo che la comunicazione, in ogni sua forma e sfaccettatura, sia lo strumento capace di trasformare il…
C’è un antico proverbio latino che Bergamo conosce bene, e che quest’anno ha scelto di porre al centro della propria festa più importante: Concordia civium murus urbium: la concordia dei cittadini è la più solida difesa di una città. Non le mura, non le torri, non i baluardi: il legame tra le persone, la capacità di riconoscersi parte di una storia comune. È da questo motto che prende forma il tema della Festa di Sant’Alessandro 2026, «Custodire la comunità nella», la rassegna che dal 21 agosto al 6 settembre animerà Bergamo con mostre, concerti, visite guidate, incontri nei quartieri e celebrazioni religiose, intrecciando come ogni anno la dimensione civile con quella spirituale. Al centro di tutto, il 26 agosto, la ricorrenza del patrono: la Messa solenne in Cattedrale, i Vespri, il Cammino orante che risale dalla Basilica di Sant’Alessandro in Colonna verso la Città Alta. Ma il momento che quest’anno si preannuncia del tutto nuovo è la serata di sabato 29 agosto (alle 21) quando l’aula liturgica della Cattedrale di Sant’Alessandro, in Piazza Duomo, assumerà una connotazione inedita: uno spazio di danza contemporanea. Con lo spettacolo – dal titolo «Messaggeri» – per la prima volta la danza contemporanea varca la soglia della Cattedrale. La decisione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo e della Diocesi di utilizzare il linguaggio del corpo al centro della festa patronale racchiude un significato ben preciso: non si tratta di un concerto, né di una lectio magistralis e nemmeno di uno spettacolo teatrale nel senso tradizionale del termine, ma di un’opera che vuole abbattere le distinzioni tra le arti, tra chi esegue e chi assiste, tra il sacro e il contemporaneo. È una scommessa, e come tutte le scommesse merita attenzione. «Messaggeri» è un progetto di Maria Elisabetta Novello, realizzato in collaborazione con Roberto Cocconi e Luca Zampar della Compagnia Arearea, e con Fabiana Noro, direttrice del Coro Polifonico di Ruda. Lo spettacolo di danza contemporanea – della durata di 45 minuti – porterà in scena i danzatori Luca Di Giusto, Fabio Pronesti, Andrea Rizzo, Luca Zampar e Roberto Cocconi affiancati dal Coro Polifonico di Ruda e dalle percussioni di Gabriele Rampogna. L’ingresso è gratuito con prenotazione consigliata sul sito eventbrite.it. La Compagnia Arearea è uno dei soggetti più riconoscibili della danza contemporanea italiana: nata a Udine nel 1993 per volontà di Roberto Cocconi, da oltre trent’anni porta il corpo e il movimento dove nessuno se lo aspetta, nei teatri e nelle piazze, nei musei e negli spazi urbani, con una ricerca che ha sempre privilegiato il dialogo tra le arti e il coinvolgimento attivo del pubblico. Il Coro Polifonico di Ruda – che prende il nome dal piccolo centro del Basso Friuli dove nacque nel 1945 – è una delle formazioni corali virili più celebrate d’Italia: riconosciuto dalla regione Friuli Venezia Giulia come ente di particolare rilevanza artistico-musicale, ha vinto oltre quaranta primi premi nei più importanti concorsi corali internazionali – da Vienna a Londra, da Barcellona a Shaoxing – e dal 2003 è diretto da Fabiana Noro, premiata come miglior direttore in diverse di queste competizioni. L’incontro tra queste due realtà, entrambe radicate in Friuli-Venezia Giulia e approdate a Bergamo per la Festa del patrono, non è casuale: «Messaggeri» è un’opera che nasce dal dialogo tra discipline diverse e che nella Cattedrale trova il suo spazio naturale, o forse il suo spazio più improbabile e proprio per questo più necessario.










