Dal 16 al 31 luglio torna Bolzano Danza, il festival che dal 1985 trasforma il capoluogo altoatesino in uno dei principali punti di riferimento europei del settore. Diretto da Anouk Aspisi e Olivier Dubois e promosso dalla FondazioneHaydn, il festival propone sedici giorni e sedici notti di programmazione, oltre quaranta appuntamenti in diciassette location. Prime italiane e prime assolute, oltre alla seconda edizione di ExtraDanza, la giornata-evento aperta al pubblico che rafforza la dimensione partecipativa del festival. Tra i protagonisti figurano nomi della scena coreografica internazionale come Anne Teresa De Keersmaeker con la compagnia Rosas, Peeping Tom, Louise Lecavalier, CCN/Aterballetto e Chiara Bersani, insieme ad artisti emergenti italiani e stranieri. Dopo l’avvio nel 2025 della “Trilogia della Passione”, il nuovo capitolo del percorso curatoriale assume come parola chiave “Orizzonte”, inteso dai direttori artistici come spazio simbolico di apertura, capace di mettere in dialogo memoria e futuro della danza contemporanea. Nel programma è forte l’intreccio tra grandi opere storiche e nuove creazioni, con particolare attenzione ai processi di trasmissione del repertorio e alle pratiche di rilettura. In quest’ottica si inseriscono il remix di “Badke” realizzato dalla compagnia palestinese Stereo48 per laGeste e il re-enactment in prima italiana di “Rosas danst Rosas”, il celebre lavoro firmato da De Keersmaeker che nel 1983 segnò una svolta nella storia della danza contemporanea. Centrale nell’edizione 2026 sarà anche il tema del coinvolgimento diretto dello spettatore, chiamato non più a osservare passivamente ma a partecipare all’esperienza artistica. A rafforzare questa visione contribuisce la natura urbana del festival, che porta gli spettacoli fuori dai luoghi tradizionali: tra le sedi figurano un castello del XII secolo, un bunker della Seconda guerra mondiale, un chiostro medievale, il NOI Techpark, musei, parchi e aree verdi affacciate sul Talvera. Non manca l’attenzione ai linguaggi interdisciplinari, ai temi dell’identità e del corpo politico, al dialogo tra arte e scienza, ai progetti dedicati a infanzia e famiglie. «Bolzano Danza è un gioiello che appartiene alla città», sottolinea il presidente della Fondazione Haydn Paul Gasser, mentre la direttrice generale Monica Loss ribadisce la volontà di mantenere «il respiro internazionale e l’eccellenza qualitativa» del festival. Per Aspisi e Dubois, infine, l’Orizzonte rappresenta «una linea che invita a guardare in modo diverso», trasformando il festival in «uno spazio sensibile in cui qualcosa appare, si condivide e ci mette in relazione».
Tocca a te spettatore: il festival Bolzano Danza
Nel programma dell'evento molti spettacoli che puntano a coinvolgere il pubblico. Tra grandi classici e proposte d’avanguardia












