I direttori Aspisi e Dubois presentano l’edizione 2026
Bolzano, 23 lug. (askanews) – C’è l’idea, mobile, di un orizzonte al centro del programma 2026 di Bolzano Danza, festival giunto alla 42esima edizione, che quest’anno parte da un’idea: “Respirare ai bordi del mondo”. “La linea del orizzonte – ha detto ad askanews Anouk Aspisi, che con Olivier Dubois dirige il festival – non è una cosa molto chiara, quindi gli orizzonti verso gli altri o verso se stessi sono una ricerca, sono qualcosa di cui abbiamo più punti di vista, l’orizzonte non è una cosa definitiva e chiara, è un punto di vista”.
L’obiettivo è quello di unire la ricerca sulla danza al senso di un festival che parli alla comunità, anche attraverso un’idea di impegno, parola difficile, ma oggi sempre più necessaria. “Noi siamo i primi che devono essere impegnati – ha detto Dubois – se vogliamo che poi le persone si impegnino in progetti, in idee, in visioni. Per lavorare su una programmazione dobbiamo essere impegnati noi per primi e lo abbiamo fatto io e Anouk per arrivare a una proposta artistica molto vasta”.
“Impegno significa per un festival come il nostro di lavorare verso tutti i cittadini, tutte le piazze, tutti i partner culturali con cui collaboriamo – ha aggiunto Aspisi – quindi un impegno significa veramente portare la danza in modo serio, perché il pubblico lo apprezza, lo vede e lo condivide anche in partecipazione”.












