L’orafa di corso Garibaldi, anima degli eventi in via Giorgio Regnoli, aveva preparato il discorso: "Sono una viaggiatrice dell’anima, una sognatrice, una donna libera che cerca la bellezza".Ancora una volta Raffaella Orazi è riuscita a radunare tutti i suoi amici per una grande festa. "Non si parli di funerale, e se qualcuno lo chiama funerale, allora non può entrare": così si era raccomandata negli ultimi giorni, che aveva trascorso all’hospice di Forlimpopoli, dettando a Monica Fantini, una delle sue più care amiche, il discorso che quest’ultima ha letto durante la celebrazione che si è tenuta ieri in una San Mercuriale gremita.

Qualche occhio umido e tanti sorrisi, strette di mano, ricordi. Perché Raffaella, orafa, imprenditrice e anima dell’associazione ‘Regnoli 41’ suscita sempre più sorrisi che lacrime, anche nel momento più triste. È scomparsa venerdì a 66 anni dopo una lunga malattia. A celebrare la messa, don Enrico Casadio, legato a Raffaella da un rapporto "di stima e amicizia": "Raffaella non veniva in chiesa, l’avrò vista due volte, questa è la terza – scherza don Enrico –, ma spesso abbiamo offerto in prestito le nostre sedie per le cene che organizzava in via Giorgio Regnoli e in quei momenti mi diceva che quello era il suo modo: si apriva al mondo e al mistero di Dio mettendo tante persone alla stessa tavola, una accanto all’altra".