HomeMilanoCronacaCucine da incubo a Milano: termometro a 51 gradi, ritmi insostenibili e malori per il caldoL’allarme dei sindacati e le testimonianze dei cuochi. “Siamo distrutti”. La richiesta di riconoscere come usurante il lavoro nella ristorazioneUna delle foto che documentano le temperature vicino ai fornelliRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciTemperature che arrivano fino a 51,4 gradi, con il 20% di umidità, che rendono insostenibile lavorare vicino ai fornelli con i ritmi frenetici di un ristorante. Testimonianze che fotografano la sofferenza quotidiana sui luoghi di lavoro, non solo d’estate.
“È devastante lavorare a queste temperature – racconta il dipendente di una cucina d’albergo dove sono stati raggiunti i 46 gradi – oltre a tutte le ore che dobbiamo fare stando in piedi e in movimento”. Un altro cuoco esprime tutta la sua preoccupazione per il futuro, dopo aver visto colleghi più anziani arrivare all’età di 60 anni “completamente distrutti”. Un’emergenza silenziosa, il caldo e le condizioni di lavoro nelle cucine, al centro di un’indagine della piattaforma specializzata nel settore della ristorazione Restworld, che dall’inizio di agosto sta raccogliendo segnalazioni e foto inviate da cuochi, lavapiatti e camerieri. Una situazione che accomuna piccoli locali e catene internazionali: solo al sindacato Fisascat Cisl Milano, quest’estate, sono arrivate segnalazioni su cinque lavoratori della ristorazione che in città sono stati male per il caldo, nelle cucine di diverse attività. Svenimenti e cali di pressione senza gravi conseguenze, ma che hanno richiesto l’intervento dei sanitari. Temperature infernali non solo in estate nelle cucine dei ristoranti






