Il caso. 25 agosto 2026 alle 00:24
Più turisti, più affitti brevi, ma anche il rischio che trovare casa diventi sempre più difficile e che i quartieri storici perdano progressivamente i residenti. Il gruppo del Pd a Palazzo Bacaredda riconosce il problema (sollevato dal consigliere di minoranza Giuseppe Farris sulle pagine dell’Unione Sarda), ma rivendica il lavoro già avviato per misurare il fenomeno e individuare possibili contromisure. «Sarebbe sciocco negare il problema, ma richiede soluzioni serie e complesse, non slogan e neppure scorciatoie», dicono. La priorità è capire quante abitazioni vengano effettivamente sottratte alla residenza stabile, dove si concentri maggiormente il fenomeno e quali conseguenze produca sui prezzi e sulla composizione dei quartieri.
Una prima fotografia esiste già. Durante la stesura del Puc è stata mappata la presenza delle strutture destinate agli affitti brevi. È stata valutata anche la possibilità di introdurre strumenti comunali di regolamentazione, ma il nodo è normativo: Palazzo Bacaredda non ha oggi poteri sufficienti per intervenire. Per questo viene sollecitata una legge regionale, sul modello adottato dalla Toscana, che permetta ai Comuni di differenziare le misure sulla base delle esigenze dei territori. Il tema sarà affrontato anche nell’Osservatorio sul turismo, il cui percorso è stato avviato con gli operatori, e nelle commissioni consiliari. La prospettiva è quella di una crescita turistica che porti benefici alla città senza comprometterne l’equilibrio sociale. «Non esiste turismo sostenibile in una città dalla quale i residenti sono costretti ad andarsene». (






