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16 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:53
È stata la Regione apripista con il suo nuovo Testo unico del turismo che ha fissato delle regole per governare il fenomeno degli affitti brevi e per contenere il fenomeno dell’overtourism. Adesso per la Toscana arriva il disco verde della Corte Costituzionale che ha respinto il ricorso del governo, dichiarando infondate le questioni di legittimità sollevate. Con le nuove norme, tra le altre cose, i Comuni a più alta densità turistica potranno disporre limiti all’esercizio dell’attività di locazione breve praticata per finalità turistiche, in determinate zone o aree del proprio territorio: sia un divieto generale allo svolgimento dell’attività di locazione breve, sia un numero massimo di giorni. E per la Consulta quanto contenuto in quel Testo unico è legittimo. Decisione che ha l’esultanza del governatore Eugenio Giani, del campo progressista (che ha votato la norma), della Cgil e delle associazioni degli inquilini.
La Consulta ha dichiarato infondate le questioni di legittimità sollevate dal Governo, a marzo scorso, con riferimento a più disposizioni della legge regionale toscana. Per quanto riguarda i limiti che i Comuni possono imporre agli affitti brevi, la Corte ha escluso “l’invasione della materia ‘ordinamento civile'”: la norma detta una disciplina amministrativa che “interseca in via prevalente le materie del governo del territorio e del turismo, in quanto prevede un potere regolatorio comunale – che riguarda un’attività economica di tipo turistico e si riflette sull’assetto del territorio – e istituisce un (possibile) regime amministrativo autorizzatorio”. Per quanto riguarda gli articoli del Testo unico che stabiliscono che le strutture ricettive turistiche extra-alberghiere con le caratteristiche della civile abitazione devono essere gestite in forma imprenditoriale, determinano, scrive la Consulta, “un’ingerenza nelle libere scelte dei proprietari” che però è “giustificata” in quanto “volta a perseguire una funzione sociale in modo proporzionato, in particolare la finalità di limitare la proliferazione delle strutture ricettive extra-alberghiere e gli effetti negativi dell’overtourism”.











