di

Gianluca Abate

Entrambi sono precipitati a un anno di distanza. Lei abusata e uccisa dal compagno della vicina di casa

C’è un palazzo, al civico numero 4 di via Circumvallazione Ovest, isolato 3 C, Caivano. Otto piani di mattoncini, ringhiere, verandine abusive, motori dell’aria condizionata, grate alle finestre e numeri dei piani segnati a carboncino sul cemento vivo. Lo chiamano «il palazzo dove volano i bambini». Solo che non è una favola di Peter Pan, ma un racconto dell’orrore. Una — Fortuna Loffredo, 6 anni — l’ha gettata giù l’uomo che ne abusava. L’altro — Antonio Giglio, 4 anni — è «impossibile» che sia caduto da solo, anche se ad oggi non si sa di chi sia la mano che l’ha spinto nel vuoto.

Siamo al Parco Verde, area a nord di Napoli, il più grande discount della droga, alloggi popolari Iacp in fila uno dietro l’altro, discariche abusive, veleni interrati, una statua in ghisa di San Pio grigia come tutto ciò che la circonda. È qui, da questo palazzone, che in appena 14 mesi sono volati giù i due bambini. Prima Antonio, il 27 aprile 2013. Poi Fortuna, il 24 giugno 2014. Era la migliore amica della sorellina di Antonio. E sarà il suo brutale omicidio a far riaprire il primo caso, fino a quel momento archiviato come «caduta accidentale».