Si conoscevano da tempo. Si incontravano negli stessi luoghi, dentro quella geografia invisibile fatta di panchine, porticati e rifugi di fortuna che per chi vive in strada diventano casa, punto di riferimento, luogo d’incontro. Guido e l’uomo che lo ha aggredito con “violenza animalesca” erano due presenze conosciute in quella parte di Caserta. Poi, in piazza Sant’Anna, il loro rapporto è finito sotto una raffica di colpi. “Ho perso la testa” ha detto il 40enne ucraino fermato per omicidio.

Tutto si è svolto nell’arco di una cinquantina di metri. A pochi passi dalla sede del Gruppo della Guardia di finanza di Caserta, praticamente davanti agli occhi di una delle istituzioni presenti nella zona. E non lontano da un punto Caritas che offre assistenza alle persone senza fissa dimora. Come la vittima, come l’assassino e come chi ha assistito.

Quando è cominciata l’aggressione, qualcuno ha capito che la situazione stava precipitando e ha chiesto l’intervento dei finanzieri. I militari sono arrivati e hanno trovato l’uomo a terra, gravemente ferito, in condizioni che apparivano già disperate. Gli hanno prestato i primi soccorsi mentre veniva richiesto l’intervento del 118. L’ambulanza lo ha trasferito d’urgenza in ospedale, ma le sue condizioni erano troppo gravi. È morto poco dopo.