Un tuffo dove l’acqua è più blu: vale anche per mezzo milione di polpi. Non è una scommessa: Octo-Blu, il progetto sperimentale dell’Alma Mater, è nato per capire se il polpo, predatore naturale del granchio blu, possa contribuire a contenerne la diffusione nell’Adriatico. «E’ un predatore in grado di contribuire al controllo delle specie più abbondanti e svolge un ruolo importante nella regolazione delle catene alimentari marine», spiega Oliviero Mordenti, docente dell’Università di Bologna e responsabile scientifico dello studio.
Oggi, largo di Cesenatico, in questo tratto di mare della Romagna, polpi di pochi giorni di vita e una femmina adulta, allevati e stabulati negli impianti dell’università, sono stati affidati al mare. Una specie di battesimo. Di più: una nuova tappa del progetto promosso e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna insieme all’Università di Bologna, partito nel 2024 nell’ambito del programma Feampa 2021-2027.
Dietro l’esperimento c’è un’emergenza grande e vera, che si misura pure con i numeri. Dal 2023 la Regione «ha destinato 3,5 milioni di euro alle imprese della pesca e dell’acquacoltura colpite dalla proliferazione del granchio blu», spiega l’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca, Alessio Mammi.











