HomeComoCronacaTolse i fiori dalla teca di Mussolini e Petacci: “Gesto simbolico, non reato”. Ecco perché è stato assolto Cecco BellosiPubblicate le motivazioni con cui la giudice di Como Alessandra Mariconti ha decretato l’assoluzione del 77enne in passato militante di Potere operaio e delle Brigate RosseCecco Bellosi e, a destra, la lapide con i volti di Benito Mussolini e Claretta PetacciRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciComo – Cecco Bellosi ha compiuto "un gesto simbolico in un luogo altrettanto simbolico e come tale particolarmente divisivo per la sua valenza storica, culturale e politica". Un gesto che "non si ritiene possa assumere di per sé una valenza penale". E per questo è stato assolto.

Sono, questi, alcuni passaggi delle motivazioni con cui la giudice del Tribunale di Como, Alessandra Mariconti, lo scorso 19 giugno ha assolto "per non aver commesso il fatto" il 77enne, in passato militante di Potere operaio e delle Brigate Rosse e che era finito a processo con l'accusa di avere danneggiato, nella notte del 28 aprile del 2023, la teca che davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, conteneva le foto di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che là furono fucilati il 28 aprile 1945. Lui stesso aveva ammesso di aver strappato via i fiori, mentre non ci sono prove che sia stato lui a "frantumare" quella teca.