Il 78enne – ex esponente di Potere Operaio e coordinatore da oltre 20 anni dell’Associazione comunità Il Gabbiano – era stato indagato nel 2023 con l’accusa di aver rotto la teca che custodiva la foto di Mussolini a Giulino di Mezzegra, sul Lago di Como.
Cecco Bellosi, 78 anni (foto Facebook)
Cecco Bellosi, 78 anni, è stato assolto dal Tribunale di Como dall'accusa di aver danneggiato e rotto, il 28 aprile 2023, la teca e la targa che ricordano a Giulino di Mezzegra (Como) la fucilazione di Benito Mussolini e Claretta Petacci. Inoltre, era accusato anche di aver tolto i fiori dalla lapide del duce.
Il 78enne – ex esponente di Potere Operaio e coordinatore da oltre 20 anni dell'Associazione comunità Il Gabbiano – intervistato da Fanpage.it aveva ammesso di essere stato effettivamente lui a rimuovere i fiori ma non di aver rotto la teca che custodisce le foto di Mussolini e Clara Petacci, come invece aveva sospettato la Procura di Como che l'ha inserito nel registro degli indagati. Come si apprende, Bellosi è stato assolto "per non aver commesso il fatto". Difeso dall'avvocato Davide Steccanella, era accusato del reato di "danneggiamento di beni esposti per necessità alla pubblica fede". Il legale, sui proprio social, ha commentato così la sentenza arrivata questa mattina, venerdì 19 giugno: "L’antifascismo non è un reato".







