Gli islandesi sono chiamati a votare per decidere se riaprire i negoziati di adesione all'Unione europea o congelare definitivamente la prospettiva di un'inclusione.

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Presentato dal governo come un bivio decisivo — un’occasione "ora o mai più" — il voto del 29 agosto metterà gli islandesi di fronte a una scelta chiara: abbracciare il percorso di adesione all'Unione europea oppure confermare l'attuale status quo nello Spazio economico europeo. Un'intesa, quest'ultima, che garantisce a Reykjavík l'accesso al mercato unico, ma la priva di un seggio ai tavoli decisionali di Bruxelles.

l referendum non decreterà l'ingresso immediato, ma stabilirà soltanto se riaprire i negoziati con le istituzioni europee. L'eventuale adesione formale richiederebbe infatti un secondo passaggio alle urne per la ratifica finale, eventualmente già nel 2028.

"È abbastanza chiaro che questo voto serve a ottenere un mandato per negoziare", ha dichiarato a maggio la prima ministra Kristrún Frostadóttir in parlamento. "Non credo che dovremmo farci bloccare dalla retorica. Concluderemo un buon accordo. Il popolo avrà la prima e l'ultima parola su questo".