L’analisi del Global Trade Advisory Leader di Deloitte Pier Paolo Ghetti

Roma, 24 ago. – «In un contesto in cui politiche climatiche, difesa commerciale e sicurezza economica si intrecciano in modo sempre più stretto, il settore siderurgico europeo è chiamato a confrontarsi con una trasformazione regolatoria che incide direttamente su costi, tempi e assetto delle supply chain. Per le imprese, il tema non riguarda più soltanto il prezzo dei metalli, ma la capacità di gestire una filiera complessa, in cui origine, tracciabilità, emissioni e flussi di importazione ed esportazione aggiungono un ulteriore livello di rischio e di opportunità competitiva. In questo scenario, la dogana non è più soltanto il luogo di applicazione del dazio, ma diventa sempre più un laboratorio di misure che perseguono finalità commerciali, geopolitiche, ambientali e di sicurezza economica, facendo convergere nella compliance doganale obiettivi tradizionalmente distinti». Questa l’anteprima dell’articolo di Pier Paolo Ghetti, Global Trade Advisory leader di Deloitte Italia, che sarà pubblicato domani su Voices, la piattaforma che ospita i commenti degli esperti Deloitte su temi di attualità.

La nuova frontiera della compliance doganale