A partire dal primo luglio entrerà in vigore il nuovo regolamento dell’Unione europea destinato a proteggere il settore siderurgico dagli effetti della sovraccapacità produttiva globale. Come sottolinea la Commissione europea in una nota, il provvedimento “rappresenta un passo fondamentale per garantire la sostenibilità a lungo termine di un settore industriale europeo di importanza strategica”.
In base ai dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), la sovraccapacità mondiale di acciaio ha raggiunto 640 milioni di tonnellate nel 2025 e potrebbe salire a 745 milioni entro il 2028, mentre la domanda cresce a ritmi minimi.
Secondo l’Organizzazione, la crescita della capacità produttiva avviene soprattutto fuori dall’area OCSE ed è spesso sostenuta da politiche pubbliche. Nel 2024, il produttore siderurgico cinese mediano ha ricevuto sussidi, in rapporto agli attivi, 15 volte superiori a quelli dei concorrenti di altri Paesi. Le esportazioni cinesi di acciaio hanno raggiunto il record di 131 milioni di tonnellate nel 2025, il 153% in più rispetto al 2020 e un volume superiore all’intera produzione siderurgica dell’Unione europea nello stesso anno.
Accanto alla Cina, l’espansione della capacità in India, nel Sud-est asiatico e in Medio Oriente — con l’Iran fra i principali poli emergenti — alimenta il rischio di nuovi flussi eccedentari verso i mercati più aperti, compreso quello europeo.










