Importazioni a dazio zero quasi dimezzate e tariffe "fuori quota" raddoppiate al 50% per 26 categorie di prodotti siderurgici. È in vigore da oggi lo scudo dell'Unione europea contro la sovraccapacità globale di acciaio: le importazioni esenti da dazio in arrivo sul mercato a dodici stelle saranno limitate a 18,3 milioni di tonnellate all'anno, un taglio drastico del 47% rispetto ai contingenti consentiti finora dalle misure Ue di salvaguardia, scadute ieri. La stretta dell'Ue raddoppia anche dal 25 al 50% i dazi sulle importazioni cosiddette "fuori quota", ovvero quelle che eccedono il contingente già stabilito. Almeno la metà dell'import esente da dazi (9,15 milioni di tonnellate di acciaio) sarà riservata ai partner con cui l'Ue ha già siglato un accordo di libero scambio, a cui Bruxelles garantisce un "trattamento di favore". L'altra metà sarà a disposizione di tutti i partner commerciali, compresi Usa e Cina, senza discriminazioni.
Il nuovo regolamento Il nuovo regolamento sostituirà le misure di salvaguardia introdotte nel 2018 durante la prima amministrazione Trump in risposta ai dazi imposti dagli Stati Uniti sull'acciaio e sull'alluminio europei. Da Bruxelles arriva «un passo decisivo nella direzione indicata dall'Italia» per rafforzare la siderurgia europea, ha rivendicato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, evidenziando la tendenza alla crescita della produzione nazionale nel 2025 e nei primi mesi del 2026.La maggior parte delle quote di importazioni saranno assegnate ai Paesi in proporzione ai volumi commerciali registrati tra il 2022 e il 2024. Accordi di principio sui nuovi contingenti tariffari sono già stati presi dall'Ue con 13 partner commerciali: Turchia, Corea del Sud, Indonesia, Egitto, Brasile, Regno Unito, Svizzera, Macedonia del Nord, Sudafrica, Argentina, Ucraina, Singapore e India. Altri seguiranno, con l'obiettivo di scoraggiare una sovraccapacità produttiva mondiale che secondo le stime di Bruxelles supera oggi 620 milioni di tonnellate (oltre cinque volte il consumo annuo dell'Ue) e potrebbe raggiungere 721 milioni di tonnellate nei prossimi anni. Al vaglio Ue ci sarebbe anche l'estensione della stretta ad altri prodotti siderurgici, come tubi, condotte, alcuni tipi di fili e barre forgiate.Tra misure antidumping e strumenti antisovvenzioni, il nuovo scudo Ue si aggiunge a un ampio ventaglio di strumenti già a disposizione dell'Unione per contrastare sovraccapacità e concorrenza, in particolare dalla Cina e dagli Usa. Proprio da Washington, Bruxelles non si aspetta ritorsioni: «L'amministrazione statunitense apprezza quanto stiamo facendo», assicurano da Bruxelles. Secondo l'associazione di categoria Eurofer, le esportazioni europee verso il mercato americano si sono ridotte di circa un terzo dall'introduzione dei dazi statunitensi del 50% sulle importazioni di acciaio europeo ormai un anno fa.La stretta di Bruxelles non si limita all'acciaio ma si allarga anche all'enorme flusso di pacchetti in arrivo sul mercato unico.Gli acquisti online Scatta oggi anche il dazio forfettario temporaneo di 3 euro sugli acquisti online spediti direttamente ai consumatori da Paesi terzi. Un giro di vite che prende di mira soprattutto le grandi piattaforme di e-commerce cinesi, da Shein a Temu. Secondo le stime Ue, nel 2025 sono entrati nell'Unione 5,9 miliardi di articoli contenuti in piccoli pacchi dell'e-commerce di un valore fino a 150 euro provenienti da Paesi terzi senza il pagamento di dazi doganali, finora soggetti a esenzione da parte Ue. Una deroga «concepita per un'epoca in cui gli acquisti online erano sporadici», ammette Bruxelles. E oggi considerata ormai anacronistica.Il prelievo si applicherà a singoli articoli e non all'intero pacco, dunque l'addebito potrebbe essere superiore ai 3 euro ma a pagare sarà la piattaforma o gli operatori della vendita e nel trasporto delle merci. Il dazio resterà in vigore fino al primo luglio 2028, quando entrerà in funzione l'Hub europeo dei dati doganali per l'e-commerce. Da quel momento i dazi saranno calcolati secondo il valore, l'origine e la classificazione delle merci.La stretta è arrivata mentre a Bruxelles si studiano anche nuove misure per ridurre le dipendenze strategiche da Pechino e contrastare il massiccio afflusso di merci sovvenzionate dalla Cina, responsabile di squilibri commerciali che Bruxelles stima in un miliardo di euro al giorno. Una proposta da parte della Commissione europea è attesa il 9 settembre, subito dopo la pausa estiva e subito prima dell'annuale discorso sullo stato dell'Unione che la presidente Ursula von der Leyen pronuncerà a Strasburgo la settimana successiva, delineando le azioni da mettere in campo nei successivi dodici mesi.










