Dalla storymap ai Custodi della memoria: l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ricorda il terremoto dell’Appennino centrale che nella notte del 24 agosto di 10 anni fa provocò 299 vittime. Una delle sequenze sismiche più complesse, estese e distruttive della storia recente dell’Appennino centrale, con oltre 150.000 terremoti localizzati nell’area in quest’ultimo decennio.

“In questa significativa giornata il primo pensiero va alle 299 vittime, alle loro famiglie e alle comunità di Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e degli altri territori dell’Appennino centrale colpiti da quella lunga sequenza sismica”, ha detto il Presidente dell’Ingv, Fabio Florindo.

“Per l’Ingv questo anniversario è anche l’occasione per ricordare il grande impegno del personale dell’Istituto che, fin dalle prime ore e poi per molti mesi, ha lavorato giorno e notte nel monitoraggio della sequenza, nell’analisi dei dati e nel supporto al sistema di Protezione Civile”. Un evento la cui memoria viene ricordata dall’Ingv con una serie di iniziative ideate per raccontare le attività svolte e mettere a disposizione dei cittadini il patrimonio di dati e studi maturato nel corso degli anni. L’hub delle iniziative è raggiungibile dalla pagina web “La sequenza sismica in Italia centrale”, in continuo aggiornamento, dalla quale il pubblico può accedere a diversi percorsi di approfondimento, tra cui la story map, con un percorso interattivo con mappe, contenuti multimediali e linguaggi diversi alla scoperta della lunga sequenza sismica, i “Custodi di Memoria”, un invito rivolto a chi ha fatto esperienza in prima persona degli eventi di dieci anni fa per raccogliere testimonianze e costruire insieme la prima mappa dei ricordi dei terremoti d’Italia, e poi ancora una sezione specifica dedicata agli articoli scientifici e divulgativi pubblicati nel corso degli anni da ricercatori e ricercatrici dell’Ingv.