Per decenni è stato considerato quasi la scelta obbligatoria per chi percorreva molti chilometri. Consumi ridotti, grande autonomia e motori capaci di superare percorrenze elevatissime avevano trasformato il diesel nel protagonista assoluto del mercato europeo. Oggi lo scenario è completamente diverso: quella che era la motorizzazione dominante è diventata una soluzione destinata soprattutto a esigenze specifiche.

I numeri raccontano meglio di qualsiasi altra cosa questa trasformazione. In Europa la quota delle auto diesel aveva raggiunto il 55,7% nel 2011, mentre a maggio 2026 era scesa al 7,6%. Ancora più significativo il caso italiano: dal picco del 58,5% registrato nel 2005 si è arrivati ad appena il 6,4% nel luglio 2026.

Da motore da lavoro a protagonista

Il principio del motore inventato da Rudolf Diesel nasceva dalla ricerca dell’efficienza. Per molti anni, però, il gasolio rimase associato soprattutto a camion, trattori, locomotive e navi. Era robusto e parco nei consumi, ma anche pesante e rumoroso.

Una prima svolta arrivò nel 1936 con la Mercedes-Benz 260 D, considerata la prima automobile diesel prodotta in serie. La vera rivoluzione sarebbe però arrivata diversi decenni più tardi, quando turbo e iniezione diretta iniziarono a cambiare completamente il carattere di questi propulsori.