Un sistema originale di raccolta dell’umidità concepito dalla Water Foundation che produce decine di litri d’acqua potabile al giorno anche in alcuni dei luoghi più aridi del mondo. Ma non in tutti. Ecco perché

Quando una volta a Milano c’era ancora quella «che si tagliava col coltello», la nebbia era letteralmente un muro bianco. Per definizione, le piccolissime gocce nebulizzate disperse nell’aria devono avere misure che vanno da 1 a 40 micrometri di diametro. La nebbia, ça va sans dire, è uguale in tutto il mondo. Questo è quello che hanno pensato alla Water Foundation, una delle fondazioni filantropiche più importanti di Germania, il cui obiettivo principale è preservare e distribuire l'acqua per il futuro del mondo e che da anni installano questi dispositivi – peraltro molto economici – in zone del mondo dove l'acqua di falda a volte è assente o inquinata ma dove vento e nebbia sono frequenti, per migliorare le condizioni di chi vive sul posto.Si chiama CloudFisher ed è un sistema di estrazione dell’acqua dalla nebbia che è stato pensato per essere sfruttato in regioni aride, montuose e costiere. Il principio è semplice: la nebbia è solo una nuvola bassa. In una regione semidesertica a volte capita che non ci siano una sorgente o un pozzo per decine di chilometri ma anche che al mattino ci sia una nebbia fitta. Servono quindi solo umidità al mattino e vento, tanto vento, che spinga la nebbia sulla rete.