VENEZIA – Odissea all’aeroporto di Bergen, in Norvegia, per una trentina di Veneti bloccati in aeroporto. «Siamo stati abbandonati a noi stessi; costretti a passare la notte qui in attesa di notizie certe» raccontano i passeggeri. Quello che doveva essere il ritorno a casa dopo una vacanza in Norvegia si è trasformato in una sorta di odissea fatta di voli cancellati, notti trascorse in aeroporto, informazioni che non arrivano e biglietti di rientro, in treno o in aereo, da ricomprare a proprie spese.
Da due giorni un gruppo di un centinaio di italiani, tra cui una trentina di veneti, che doveva atterrare a Bergamo, è bloccato all’aeroporto di Bergen-Flesland. A mandare in tilt il traffico aereo norvegese è lo sciopero a oltranza dei controllori di volo, che coinvolge gli scali di Oslo e Bergen, ma anche il controllo di avvicinamento e d’area della Norvegia occidentale. Una protesta che sta provocando cancellazioni e pesanti ripercussioni in tutto il Paese. Tra i passeggeri rimasti a terra ci sono Giuseppe Matteotti e la moglie Sandra, padovani, che raccontano ore di crescente esasperazione: «Il nostro volo di rientro per Bergamo era previsto sabato alle 16.45 – raccontano -. Fino al check-in sembrava tutto a posto poi, arrivati al gate, è arrivato sul telefono il messaggio: “Ci scusiamo, ma il volo è stato cancellato”. Da quel momento è iniziato un incubo logistico, senza indicazioni concrete da parte della compagnia».SENZA ASSISTENZA Il problema più grave è stata proprio l'assenza di assistenza. Ai passeggeri sarebbe stato detto di organizzarsi autonomamente, anticipando le spese, in attesa di un eventuale rimborso. «Per la notte abbiamo recuperato con difficoltà sacchi a pelo, cuscini e materassini – racconta Matteotti –. Solo i più fortunati hanno trovato alloggio in qualche albergo». Tra i veneti coinvolti c’è anche Morgan, di Este, partito con la moglie e il figlio, accolti all’ultimo minuto da una famiglia norvegese nella propria abitazione. «Nella sfortuna, abbiamo vissuto una bellissima esperienza - racconta Morgan –. I padroni di casa ci hanno perfino accompagnato a fare la spesa per la colazione. Abbiamo passato la notte in una delle stanze dei figli, in una villetta di fronte ad un fiordo». Morgan, avrebbe dovuto ripartire anche lui con il volo di sabato e ieri ha passato la giornata in aeroporto in attesa di capire quando e come poter tornare in Italia.INCOGNITA SCIOPERO Anche trovare un’alternativa è complesso. Alcuni hanno acquistato nuovi biglietti per raggiungere l’Italia, con scali a Monaco, Francoforte o Zurigo, ma c’è sempre l’incertezza che all’ultimo momento il volo venga cancellato a causa dello sciopero. Il gruppo ha cercato aiuto anche attraverso le istituzioni italiane. Domenica pomeriggio il viceconsole onorario italiano, Andrea Magugliani, è giunto all’aeroporto di Bergen per incontrare i connazionali. In contatto con l’ambasciata, anche attraverso l’ambasciatore italiano, ha fatto pressione sul direttore dell’aeroporto per trovare una soluzione, ottenendo una maggiore disponibilità a fornire risposte ai passeggeri, e l’assicurazione che entro mercoledì i passeggeri del volo di sabato diretto verranno ricollocati. In serata Matteotti e la moglie hanno potuto acquistare un nuovo volo per Venezia, previsto per questa mattina. Una soluzione trovata dopo ore di ricerca e dopo essere riusciti a procurarsi una camera d’albergo. Per molti degli altri italiani, invece, l’attesa continua. «Alcuni dovranno affrontare percorsi assurdi passando per Oslo, Copenaghen e raggiungere Pisa o altri aeroporti - spiega Matteotti –, senza tener conto delle spese affrontare in questi giorni». Il complicato viaggio verso casa è dunque ancora tutto da scrivere.






