Nazca. 03 agosto 2026 alle 00:28
Lima.
Il viaggio di due famiglie italiane alla scoperta delle meraviglie del mondo si è fermato all'improvviso quando il piccolo aereo turistico della compagnia Aerodiana su cui viaggiavano è precipitato a terra al rientro dal sorvolo sulle linee di Nazca, in Perù. Per il gruppo di sette amici partiti insieme dalla Brianza per condividere la loro passione da sempre per i viaggi, è bastato un istante a non lasciargli scampo.
Il bilancio del disastro è di tredici morti e nessun superstite. Oltre ai componenti delle due famiglie, hanno perso la vita due turisti tedeschi, due spagnoli e i due piloti peruviani. Tra i rottami del velivolo sono stati recuperati i corpi delle famiglie Gianturco di Monza e Angelucci di Seregno. Paolo Gianturco, 59 anni, originario della Basilicata, era senior partner di Deloitte consulting e financial services industry leader: un consulente importante nel campo dell'innovazione tecnologica e bancaria oltre che docente universitario alla Bocconi. La moglie Cristina Maria Bianco, 57 anni, ricopriva il ruolo di managing director presso Andersen consulting ed era una stimata professionista nel campo delle risorse umane. Con loro sono morti i due giovani figli: Matteo, 24 anni, studente del corso di laurea in Economia all'Università di Bergamo con la passione per i viaggi, e Pietro, 18 anni, che aveva da poco concluso gli studi superiori al Collegio Villoresi San Giuseppe, ed era pronto ad andare all'università. Con loro c'erano gli abituali compagni di viaggio: Massimo Angelucci, 58 anni, proprietario della Ima Tecno di Lissone, un'azienda di componenti meccanici, la moglie Elena Sala, 58 anni, da sempre al suo fianco nella gestione dell'attività, e il figlio Lorenzo, 24enne, che aveva da pochissimo festeggiato il traguardo della laurea al Politecnico di Milano.











