Di: Il giardino di Albert / Davide Conconi Prima una sagoma nell’acqua, poi tronchi rosicchiati e altre tracce inequivocabili. Il castoro europeo è tornato lungo il fiume Ticino. Dopo il primo avvistamento del dicembre 2024 a Castelletto di Cuggiono (MI), nuovi segnali ne confermano la presenza in diversi punti del corso d’acqua. Non si tratta ancora di una popolazione stabile, ma di una prima colonizzazione che apre uno scenario inatteso: il grande roditore potrebbe raggiungere anche il Cantone Ticino. Il castoro si unirebbe così alla folta schiera di mammiferi come lontre, lupi e ungulati estinti nei secoli scorsi che stanno riconquistando le terre e le acque del continente europeo.1:18:08Tra sapori d’estate e grandi ritorniMillevoci 20.08.2026, 09:10KeystoneAlice Pedrazzini e Lara Van GammerenUn ingegnere della naturaIl castoro europeo (Castor fiber Linnaeus, 1758), è il più grande roditore autoctono dell’Eurasia. Semiacquatico e prevalentemente notturno, possiede zampe posteriori palmate, una coda larga e appiattita e incisivi arancioni, il cui smalto ricco di ferro resiste all’usura. È esclusivamente erbivoro: si nutre di piante acquatiche, cortecce, foglie, germogli e rami di alberi che abbatte con grande perizia. Non mangia pesci, nonostante un antico pregiudizio abbia contribuito alla sua persecuzione.Una diga di castoro rallenta le acque e crea una moltitudine di preziosi ambienti acquaticiIMAGO / Avalon.redAbbattendo alberi e costruendo sbarramenti, il castoro modifica il paesaggio. Rallenta la corrente, trattiene acqua e sedimenti, crea radure, stagni e zone umide utilizzate da anfibi, uccelli e numerosi invertebrati. Le sue opere possono attenuare localmente le piene e aumentare la resistenza degli ecosistemi alla siccità, ricaricando le falde. Per questo è considerato un vero “ingegnere della natura”. In ambienti fortemente trasformati può però danneggiare coltivazioni, argini e canali, rendendo necessari monitoraggio e misure di prevenzione.https://rsi.cue.rsi.ch/info/natura-e-animali/Il-castoro-prezioso-alleato-degli-ecosistemi--3598401.htmlDalla quasi estinzione alla riconquista dell’EuropaUn tempo diffuso dalla Penisola iberica alla Mongolia, il castoro fu cacciato per la pelliccia, la carne e il castoreo, una secrezione impiegata in medicina e profumeria. All’inizio del Novecento sopravvivevano in Eurasia soltanto poche popolazioni isolate.Il castoreo, una secrezione oleosa e profumata delle ghiandole perianali, viene utilizzato dal castoro per marcare il territorio e impermeabilizzare la pelliccia. La corsa al castoreo fu una delle cause della quasi estinzione del mammifero in EuropaIMAGO / Oliver WillikonskyProtezione legale, reintroduzioni e dispersione naturale hanno poi favorito uno dei maggiori successi europei nella conservazione dei mammiferi. In Svizzera le reintroduzioni iniziarono nel 1956: tra il 1956 e il 1978 furono liberati 141 individui. Dai 165 castori stimati nel 1977 si è passati ai circa 5.000 di oggi. La distribuzione odierna del castoro europeo in Svizzera© info fauna - CCO/KOF, swisstopoIn Italia la specie era scomparsa da circa cinque secoli. È ricomparsa nel 2018 nel Tarvisiano, probabilmente arrivando dall’Austria, e successivamente tra il Toce e il Lago Maggiore, lungo una direttrice di espansione proveniente dalla Svizzera. I primi castori lungo il Ticino italianoLe osservazioni interessano ormai più tratti del fiume, dalla zona a valle del Lago Maggiore fino al settore verso Vigevano. «È una notizia per noi davvero straordinaria», ha dichiarato a Kappa Monica Di Francesco, responsabile del Settore Fauna del Parco lombardo della Valle del Ticino. «Il ritorno della specie, precisa, è una buona notizia non soltanto per il Parco, ma per tutto il nostro territorio». 1:24:26Kappa Kappa 17.06.2026, 17:00Marco Pagani La prudenza rimane necessaria. «Possiamo parlare della presenza di qualche individuo, quindi più di un individuo», spiega Di Francesco, «ma non si può ad oggi parlare di nucleo di popolazione, bensì di prima colonizzazione». I parchi dell’area Ticino, Lago Maggiore, Campo dei Fiori e Val Grande hanno quindi avviato un monitoraggio coordinato, affidando le indagini al ricercatore Andrea Mosini. Anche le segnalazioni di pescatori, canoisti e cittadini potranno contribuire a ricostruire gli spostamenti degli animali. Le osservazioni e i segni di presenza del castoro lungo la porzione italiana del fiume Ticino si possono segnalare direttamente al Parco lombardo della valle del Ticino che coordina la raccolta dei dati.https://rsi.cue.rsi.ch/info/ticino-grigioni-e-insubria/Un-castoro-avvistato-a-Fondotoce--2034246.htmlIl ritorno italiano non segue tuttavia un’unica storia. In Toscana e Umbria sono state documentate almeno 55 aree di attività, 40 individui e 16 eventi riproduttivi tra il 2021 e l’inizio del 2023. La grande distanza dalle popolazioni europee rende probabili rilasci non autorizzati. Singoli animali sono stati segnalati anche in Abruzzo e in altre regioni centro-meridionali, ma senza prove certe di riproduzione.La prossima tappa sarà il Cantone Ticino?Per ora non esistono conferme della presenza del castoro nel Cantone Ticino. La colonizzazione appare però plausibile. Gli individui insediati tra il Toce, il Lago Maggiore e il Ticino sub-lacuale potrebbero seguire le rive dell’asta fluviale, zone umide e affluenti, avanzando progressivamente verso nord.Un arrivo potrebbe, però, non essere necessariamente rapido. Dighe, sponde artificiali, strade, aree urbane e tratti poveri di vegetazione possono ostacolare la dispersione. Il Lago Maggiore, con le sue coste e le foci dei tributari, potrebbe invece funzionare come corridoio ecologico. Gli individui giovani sono infatti capaci di percorrere distanze considerevoli alla ricerca di un territorio.Tracce lasciate dal castoro e dal suo bottino di rami trascinato sulla sabbiaIMAGO / UIGIl primo segnale potrebbe non essere un avvistamento, ma un tronco tagliato a “punta di matita”, impronte sulla riva o una fototrappola attivata di notte. Se il castoro varcherà il confine, sarà dunque soprattutto una rete di monitoraggio tra Italia e Svizzera a raccontarne l’arrivo. Un ritorno da accogliere con curiosità, ma anche con la preparazione necessaria a convivere con un ingegnere della natura instancabile.