Cassolnovo. Il castoro europeo è tornato sul Ticino. A conferma di questo storico ritorno, i parchi Ticino, Val Grande e Verbano, che compongono l’area Mab Unesco, hanno firmato un accordo per avviare azioni congiunte di monitoraggio e di studio del roditore. Dopo il primo esemplare rinvenuto nel dicembre 2024 a Castelletto di Cuggiono, recenti segnalazioni e il ritrovamento di tracce inconfondibili, come le tipiche rosicchiature sui tronchi, confermano che l'habitat del Ticino è idoneo per la vita di questa specie. «L'avvio di questo studio – spiega il presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni – rappresenta un passo fondamentale per gestire la presenza del castoro nel nostro territorio. Per il monitoraggio, saranno molto utili le segnalazioni di canoisti e pescatori, quindi invitiamo tutti a comunicare al Parco eventuali avvistamenti». Il castoro, già stabilmente presente in Svizzera, è considerato un "ingegnere della natura": in alcuni casi, la sua azione ha contribuito a ridurre i rischi idraulici e l’intensità delle piene lungo i fiumi. «I guardiaparco e i volontari del Parco del Ticino – aggiunge Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino – stanno mappando la presenza del castoro con l’obiettivo di approfondire la conoscenza scientifica di questi animali e garantirne la tutela. Ci poniamo l'obiettivo di documentare come questo “ingegnere naturale” stia rimodellando gli ecosistemi locali». Il castoro è un erbivoro roditore, ma non va confuso con la nutria perché sensibilmente più grande e caratterizzato dalla tipica coda piatta e scagliosa.
Tornano i castori europei nell’area del Parco del Ticino
Sui tronchi i segni dei loro denti: avviato il monitoraggio










