Il castoro europeo torna a popolare le rive del Ticino. Dopo decenni di assenza, tracce e avvistamenti confermano infatti la presenza della specie lungo il fiume, tanto che i quattro parchi che compongono l’area Mab Unesco “Ticino, Val Grande, Verbano” hanno deciso di avviare un’azione congiunta di monitoraggio e studio. Il primo esemplare era stato rinvenuto nel dicembre del 2024 a Castelletto di Cuggiono, ma negli ultimi mesi le segnalazioni si sono moltiplicate. A confermare il ritorno del grande roditore sono soprattutto le tipiche rosicchiature sui tronchi, segni inequivocabili della sua presenza e della capacità dell’habitat del Ticino di ospitare e sostenere la riproduzione della specie. "L’avvio di questo studio rappresenta un passo fondamentale per conoscere e gestire la presenza del castoro nel nostro territorio – spiega il presidente del Parco del Ticino Ismaele Rognoni – È un impegno concreto per una coesistenza armoniosa tra natura e attività umane".
Per il monitoraggio saranno preziose le segnalazioni di canoisti e pescatori, invitati a comunicare eventuali avvistamenti ai responsabili del Parco. Il castoro europeo, già diffuso in Svizzera, è considerato un vero “ingegnere della natura” per la sua capacità di modificare gli ecosistemi fluviali e contribuire, in alcuni casi, alla riduzione dei rischi idraulici. A.M.







