Il castoro europeo era considerato estinto in Italia da oltre tre secoli ma a smentirne la scomparsa completa è arrivato il salvataggio di un grosso esemplare portato a termine dagli agenti della polizia provinciale di Novara nelle acque del Dan, il diramatore Alto Novarese. Il castoro da giorni tentava di abbandonare quel canale con le ripide sponde cementate nel quale era caduto durante il girovagare nei fossati della zona. Segnalazione da villa Picchetta.
«La segnalazione che ci è stata recapitata dalla sede di villa Picchetta dell’Ente di gestione delle aree protette del Ticino e del Lago Maggiore - spiega Livio Lazzarini, comandante del nucleo di polizia provinciale di Novara - indicava un punto piuttosto preciso non lontano dalla cascina Bertinella della frazione Cavagliano di Bellinzago in cui era stato avvistato un grosso animale. E’ stato da subito chiaro che non si trattasse di un cinghiale, di una nutria o di un capriolo come accade di sovente in zona». Un soprannome bizzarro Soprannominato l’ingegnere idraulico dell’ecosistema il castoro è specializzato nell’utilizzare tronchi e rami per realizzare sbarramenti e dighe al fine di regolare il flusso idrico di torrenti e corsi d’acqua così da creare microbacini a protezione delle tane. «Il castoro avvistato nel canale con sponde in cemento si trovava quindi in un habitat non favorevole - racconta il comandante Lazzarini -. Si era rifugiato nell’intercapedine compresa tra la scaletta metallica di sicurezza e l’argine cementato del canale». Adottando le più scrupolose cautele possibili gli agenti hanno avviato l’intervento di recupero: il commissario Maurizio Trevisan, il vice commissario Alberto Fenoglio e l’agente Giuseppe Di Costa si sono resi protagonisti di un recupero inedito.








