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Da Fedez sostenne che l'attentato serviva a fermare le inchieste di Report. Parlava a vanvera? Abboccava alle storie di Lavitola? O cos'altro? Poi il minestrone citando l'ex Usigrai Giulietti dagli 007 deviati alla mafia

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Fa una certa impressione riascoltare la puntata di Pulp Podcast del 7 aprile scorso. Quella in cui Fedez ospitò l’uomo del momento, Sigfrido Ranucci. Fresco della vittoria del No al referendum, per cui aveva fatto campagna in prima persona al fianco dei leader della sinistra, ormai idolo incontrastato dell’Anm che mesi prima gli aveva tributato una standing ovation. In quella occasione, Fedez e gli altri partecipanti in studio chiedono al conduttore di Report cosa pensasse ci fosse dietro all’attentato del 25 ottobre 2025, quando ordigno esplosivo esplose davanti alla sua casa di Campo Ascolano a Pomezia (solo a luglio scorso affiorerà il nome del suo amico Valter Lavitola, il quale poi confesserà di essere il mandante).

Dai, Bonelli e Fratoianni, fateci sognare: pure Sigfrido!