Sigfrido Ranucci smentisce in diretta a In Onda con due messaggi letti da Luca Telese ed Emiliano Fittipaldi, dopo avere spiegato che la Rai gli impone l’autorizzazione per ogni dichiarazione. La battuta di Marianna Aprile: “Siamo l’unica trasmissione interattiva del palinsesto”.
Chi non può parlare, scrive. La puntata di In Onda del 19 agosto è finita per essere stata aggiornata dai messaggi che Sigfrido Ranucci ha spedito allo studio mentre la trasmissione era in corso. Due interventi a distanza, letti in diretta prima da Marianna Aprile (un'Ansa), poi da Luca Telese e poi da Emiliano Fittipaldi. Tutti per correggere frasi che gli erano state attribuite. Il tutto dopo che il conduttore di Report aveva spiegato pubblicamente di non essere più libero di rilasciare dichiarazioni senza il via libera dell'azienda.
Il vincolo imposto dalla Rai e il rischio licenziamento Marianna Aprile legge un lancio d'agenzia arrivato durante la diretta. Ranucci si trovava a Fiera di Primiero, in Trentino, per presentare Diario di un trapezista, e ai cronisti che lo attendevano ha risposto così: "Non posso dirvi niente perché questa mattina la Rai mi ha ricordato che per ogni dichiarazione devo chiedere autorizzazione, altrimenti si riapre codice etico, audit, processo disciplinare, al terzo provvedimento disciplinare c'è il licenziamento". Il giornalista racconta di avere ricevuto un promemoria aziendale in cui la catena delle conseguenze arriva fino all'estremo. Un dettaglio che si aggancia a quanto un esperto di controversie aziendali aveva già spiegato a Fanpage.it, ossia che portare la vicenda sul terreno disciplinare anziché su quello editoriale espone la Rai a un contenzioso e consegna al conduttore materiale per un eventuale ricorso.










