Giovanni Grasso, 37 anni, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche e commissario dell’Azienda regionale di sanità. La nomina del presidente Giani ha dato il via a un vespaio di polemiche sul curriculum dell’infermiereRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLa poltrona è (forse) provvisoria, ma le polemiche non si fermano più. Anzi, crescono giorno dopo giorno e finiscono per mettere d’accordo mondi che raramente si trovano dalla stessa parte della barricata.

La nomina di Giovanni Grasso, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche a commissario straordinario dell’Agenzia regionale di sanità scatena reazioni ogni giorno. La domanda che rimbalza con maggiore insistenza è una: il commissariamento è davvero soltanto un passaggio tecnico oppure è l’anticamera della futura presidenza dell’Ars?

Il dubbio lo mette nero su bianco Giulio Sottanelli, deputato di Azione e commissario toscano del partito, che chiede a Giani di chiarire tempi, obiettivi e soprattutto prospettive dell’incarico affidato all’infermiere aretino. Grasso, già capolista di Casa Riformista alle elezioni comunali di Arezzo e candidato alle Regionali senza essere eletto, è stato chiamato a guidare l’Agenzia nella fase di riorganizzazione. Una scelta che ha provocato una reazione sempre più ampia, fino a coinvolgere per la prima volta tutti e dieci gli Ordini dei medici della Toscana. I presidenti provinciali dei camici bianchi hanno infatti scelto di parlare con una voce sola. Nel documento diffuso ieri esprimono "forti perplessità e profonda preoccupazione" e affermano senza giri di parole che "i medici toscani non approvano né il metodo né il merito" della nomina. Non è una bocciatura personale, precisano, ma una contestazione legata ai requisiti che dovrebbe avere chi assume la guida dell’organismo.