"La nomina di un professionista infermiere", ossia Giovanni Grasso, "quale commissario straordinario dell’Agenzia regionale di sanità della Toscana (Ars) rappresenta una scelta che merita una riflessione seria e approfondita. Non per mettere in discussione il valore, la professionalità o il contributo fondamentale della professione infermieristica al Servizio Sanitario, ma per interrogarsi sulla natura e sulle responsabilità di un organismo particolare e strategico come Ars Toscana". Lo afferma in una nota Lorenzo Preziuso, presidente regionale del sindacato di medici Federazione Cimo-Fesmed Toscana.
"La guida dell’Ars - ha osservato - ha storicamente avuto una forte connotazione medica e di sanità pubblica. Non si tratta di rivendicare privilegi professionali né di stabilire una gerarchia tra professioni sanitarie. Si tratta, piuttosto, di chiedersi quale formazione e quale esperienza siano maggiormente coerenti con tale ruolo".
Sul tema interviene anche la Uil Fp Toscana, che esprime preoccupazione per alcuni toni utilizzati nei confronti della professione infermieristica. "Quello che non può essere accettato - afferma la Uil - è che la qualifica di infermiere venga utilizzata, direttamente o indirettamente, come elemento per mettere in dubbio la capacità di ricoprire incarichi di responsabilità nel sistema sanitario".







