Tra l’Italia e la Spagna agisce un Demone che, tra incidenti sospetti e finti suicidi, elimina le persone che in passato hanno frequentato in Piemonte la comunità Tarayoga, una ex casa famiglia. Il guru, Surya, un santone americano capo della comunità, ora in carcere negli Stati Uniti, sembrerebbe il depositario di tanti misteri che includono anche fatti depravanti. È la nuova indagine con cui Dante Torre, «l’uomo del Silo», e Colomba Caselli, ex vicequestore di polizia e ora investigatrice privata, si devono confrontare ne “La mossa del granchio”, nuovo thriller (il quinto della serie) mandato in libreria dallo scrittore e sceneggiatore Sandrone Dazieri, insuperabile maestro di storie complesse e appassionanti (Rizzoli, 448 pp., 19,50 €).
Dazieri, nel suo nuovo libro Dante è convocato dalla vicedirettrice dei servizi di intelligence italiani per visionare un cadavere. Perché si ricorre a lui?
«C’è una precisa ragione e Dante la scoprirà con grande turbamento. Durante la rimozione dei detriti di una frana nei pressi di Asti, all’interno di una chiesetta di montagna è stato trovato lo scheletro di una donna. Il corpo scheletrico è disposto a croce, e ciò fa presumere un rito satanico o qualcosa del genere. Sopra l’altare è stato tracciato con la vernice un disegno che per Dante è una rivelazione che lo riporta indietro nel tempo: la vittima si chiamava Alba, in passato era stata sua moglie, ed entrambi erano stati ospiti della ex casa famiglia».









