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Simone Canettieri

Oggi il confronto con gli alleati sull'Ucraina e la visita nell’area colpita dal sisma dieci anni fa

La guerra e il terremoto. La «ripresa» dopo le ferie di Giorgia Meloni passa da due orari. Alle 13 parteciperà alla call con i Volenterosi sull’Ucraina per ribadire il «no» all’invio di truppe italiane come garanzia di sicurezza, ma anche il sostegno militare (ci siamo con l’ennesimo pacchetto) ed energetico alle popolazioni civili. Alle 16.30, a bordo di un elicottero, raggiungerà Amatrice. Qui l’aspettano due appuntamenti: al Monumento delle vittime e al campo sportivo per la messa celebrata dal cardinale Matteo Zuppi. La ricostruzione a rilento e la rabbia di chi dal 2016 vive in casette prefabbricate sono elementi che non sfuggono a Meloni. Intenzionata «ad accelerare» per la rinascita di questi borghi. Possibili contestazioni organizzate, di cui al momento non ci sono presagi, sembrano non impensierire il suo staff. Un ipotetico bis di fischi — dopo quelli a Taranto di venerdì — «non è un argomento». Meloni si presenta con cinque provvedimenti per Amatrice, Accumuli e Arquata del Tronto inseriti nell’ultimo decreto Pubblica amministrazione.

Il ritorno a Palazzo Chigi riporta la premier davanti alle emergenze e ai timori. A partire dal caro benzina: fino a mercoledì resteranno in vigore le accise mobili, poi dovrà capire da dove prendere i fondi per abbassare il prezzo del gasolio e questa volta anche della benzina. Il barile è stato già raschiato con i tagli ai ministeri, dopo il no di Matteo Salvini e Antonio Tajani di ritoccare all’insù il prezzo delle sigarette. Prima del cdm atteso per il fine settimana non è escluso un confronto con il ministro Giancarlo Giorgetti, forse già stamane. Si attendono i calcoli dell’extragettito Iva di luglio su agosto. Ma è convinzione diffusa che non basterà.