Meloni dopo la call dei leader europei: «Trump ha aperto a garanzie Nato per Kiev». L'Ue: no diktat di Putin a Zelensky

Meloni e l'Europa rispondono a Trump: «C'è uno spiraglio, ma Putin non può imporre condizioni a Kiev»

sabato 16 agosto 2025 di Francesco Bechis

«Si apre uno spiraglio per la pace in Ucraina». Giorgia Meloni rompe gli indugi di prima mattina. Gioca d'anticipo e commenta per prima fra i leader europei il summit in Alaska fra Trump e Putin.

Vede uno "spiraglio" per la pace, assicura che «l'Italia sta facendo la sua parte insieme agli alleati occidentali». Rincara poco dopo con una lunga nota. «L'accordo è ancora complicato ma finalmente possibile, soprattutto in seguito allo stallo che si è creato da molti mesi lungo la linea del fronte». «Solo l'Ucraina potrà trattare sulle condizioni e sui propri territori, il punto cruciale rimane quello delle garanzie di sicurezza per scongiurare nuove invasioni russe ed è su questo aspetto che si sono registrate ad Anchorage le novità più interessanti» riprende. Meloni insiste sul punto. Spiega che Trump ha aperto, nei colloqui con gli europei seguiti al summit, all'idea candeggiata dall'Italia di estendere all'Ucraina una garanzia di sicurezza simile all'articolo 5 della Nato, ovvero il patto per la difesa collettiva dell'Alleanza Atlantica. «Il punto di partenza è la definizione di una clausola di sicurezza collettiva che permetta all'Ucraina di beneficiare del sostegno di tutti i suoi partner, Usa compresi, pronti ad attivarsi nel caso sia attaccata di nuovo». In mattinata era arrivato il responso dell'Europa in un comunicato congiunto. Duro, schiettissimo nei toni.