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16 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:39
Prima ha esultato: “Si apre finalmente una spiraglio per discutere di pace in Ucraina”. Parole usate da Giorgia Meloni dopo la fine del vertice in Alaska tra Donald Trump e Vladimir Putin e il giro di telefonate con il presidente Usa, Volodymyr Zelensky e gli altri leader europei. Poi la premier la ha firmato la dichiarazione congiunta – insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, al presidente della Francia Emmanuel Macron, al cancelliere della Germania Friedrich Merz, al primo ministro del Regno Unito Keir Starmer, al presidente della Finlandia Alexander Stubb, al primo ministro della Polonia Donald Tusk e al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa – che chiude a qualsiasi ipotesi di veto sull’adesione dell’Ucraina all’Ue e alla Nato. “Considero positivo il fatto che si stiano aprendo degli spiragli di pace in Ucraina. L’accordo è ancora complicato ma finalmente possibile, soprattutto in seguito allo stallo che si è creato da molti mesi lungo la linea del fronte. Solo l’Ucraina potrà trattare sulle condizioni e sui propri territori”, ha detto la presidente del consiglio.











