C'è anche l'ad di Ferrovie dello Stato, Gianpiero Strisciuglio, - secondo quanto riporta La Repubblica - tra gli indagati della nuova inchiesta aperta dalla procura di Ivrea a tre anni dalla strage di Brandizzo, costata la vita a cinque operai. Strisciuglio, amministratore delegato di Rfi fino a marzo 2025, è stato promosso nel luglio scorso al vertice del gruppo Fs. Per gli inquirenti, in tre anni, poco o nulla è cambiato nei protocolli di sicurezza di Rfi. La nuova indagine - riferisce l'edizione di Torino del quotidiano - è partita dalle raccomandazioni dell'Ufficio per le investigazioni ferroviarie del ministero, di cui poi lo Spresal ha chiesto conto alla società. Nei suoi verbali di prescrizione pretendeva che entro sei mesi fossero presi provvedimenti per evitare altri incidenti. Nel frattempo la procura ha aperto un nuovo fascicolo per violazione della legge - la 81 del 2008 - che disciplina la sicurezza sui luoghi di lavoro. Tra gli indagati dirigenti e funzionari già accusati per la strage, e chi poi è subentrato.

Per gli ispettori - riporta il quotidiano - "la dinamica mostra una generale carenza nella pianificazione della sicurezza dei lavori". Ma anche "una rete di controlli insufficienti e una tolleranza interessata" da parte di Rfi, in cui le mancanze del momento "hanno indebolito un sistema già fragile, dove le manutenzioni concorrono con le esigenze commerciali". Vengono anche segnalati in Italia altri otto incidenti - con quattro operai coinvolti - dopo la strage di Brandizzo. Gli ispettori dell'Asl riferiscono comunque negli atti che da allora Rfi ha potenziato i controlli.