A quasi tre anni dalla strage di Brandizzo, la sicurezza nei cantieri ferroviari torna al centro di un’inchiesta della procura di Ivrea. Secondo quanto anticipato dal Tg3, i magistrati eporediesi hanno aperto un nuovo fascicolo che riguarda Rete ferroviaria italiana e il presunto mancato adeguamento dei protocolli alle prescrizioni formulate dopo l’incidente del 30 e 31 agosto 2023, nel quale morirono cinque operai. La nuova indagine nasce dagli accertamenti condotti dagli ispettori dello Spresal delle Asl To3 e To5. Dopo la tragedia, i tecnici avevano individuato una serie di criticità e impartito a Rfi prescrizioni per modificare le procedure di sicurezza entro termini stabiliti. Secondo gli ispettori, però, gli interventi richiesti non sarebbero stati attuati nei tempi e nei modi previsti. Da qui la decisione di trasmettere gli atti alla procura di Ivrea, che ha aperto un fascicolo per verificare l’eventuale violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Rfi, interpellata sulla vicenda, sostiene invece di avere risposto alle contestazioni dello Spresal e di aver fornito agli organismi competenti tutti gli elementi richiesti. La società fa sapere di avere «formalmente interloquito con Spresal dando riscontro ufficiale alle segnalazioni ricevute» e di aver illustrato la propria posizione «nell'ottica di massima collaborazione con tutte le autorità competenti». La nuova inchiesta arriva a pochi giorni dal terzo anniversario della strage di Brandizzo. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, cinque dipendenti della Sigifer — Michael Zanera, Giuseppe Sorvillo, Saverio Giuseppe Lombardo, Giuseppe Aversa e Kevin Laganà — furono travolti e uccisi da un treno mentre erano impegnati in lavori sui binari nei pressi della stazione. Sul disastro è già stata condotta un’altra, più ampia indagine della procura di Ivrea, ormai conclusa. L’udienza preliminare è fissata per il 30 settembre. Tra coloro che dovranno comparire davanti al giudice figurano il caposcorta di Rfi Antonio Massa, il caposquadra della Sigifer Andrea Girardin Gibin e dodici manager di Rete ferroviaria italiana. Tra questi anche Gianpiero Strisciuglio, amministratore delegato di Rfi all’epoca dei fatti e oggi top manager del gruppo Ferrovie dello Stato. Il nuovo fascicolo apre dunque un ulteriore fronte giudiziario: al centro non ci sono più soltanto le responsabilità per quanto accadde quella notte, ma anche ciò che sarebbe dovuto cambiare dopo Brandizzo e che, secondo gli accertamenti dello Spresal, non sarebbe invece stato modificato come richiesto.
Strage di Brandizzo, nuova inchiesta su Rfi: “Dopo tre anni i protocolli di sicurezza non sono cambiati”
Ci sarebbero due nuovi indagati. A quasi tre anni dalla morte dei cinque operai, nuovo fascicolo della Procura di Ivrea dopo gli accertamenti dello Spresal. Se…








