L'accusa è quella di non aver cambiato i protocolli di sicurezza. Il 30 settembre l'udienza preliminare sulla strage in cui persero la vita cinque operai
A nemmeno tre anni dalla strage di Brandizzo non sarebbero cambiati i protocolli di sicurezza utilizzati da Rfi. A sostenerlo è la procura di Ivrea, che ha aperto un’inchiesta contro il colosso della rete ferroviaria italiana. A darne notizia è oggi Repubblica.
A seguito dei Rilievi avanzati dagli ispettori dello Spresal delle Asl To3 e To5 dopo l’incidente, a Rete Ferroviaria Italiana era stato intimato di adeguare i propri protocolli di sicurezza entro una precisa scadenza. Di fronte al mancato adeguamento, lo Spresal ha trasmesso gli atti alla Procura di Ivrea, che ha aperto un nuovo fascicolo d’inchiesta.
La versione di Rfi
Interpellata sul tema, Rfi ha dichiarato al quotidiano di aver «formalmente interloquito con Spresal dando riscontro ufficiale alle segnalazioni ricevute», aggiungendo di aver fornito la propria posizione «nell’ottica di massima collaborazione con tutte le autorità competenti».








