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Matilde Peretto

Bombassei, perito balistico ed esplosivista: «L'ideale sarebbe fare un censimento per controllare che tutti i reperti esposti siano inattivi»

Dopo l'esplosione di un reperto bellico nel centro della frazione Ca' Cottoni di Caorle, avvenuta lo scorso 11 agosto, l'esperto esplosivista e perito balistico Luigi Bombassei de Bona, propone un'attenzione maggiore: «Servirebbe un censimento di tutti gli ordigni esposti per controllare la loro effettiva inattività». Le cause dell'esplosione sono state attribuite al caldo, «ma non possono essere state solo le temperature elevate, avrebbero dovuto essere di 100 gradi centigradi», spiega ancora Bombassei.

Quale reperto bellico ha scatenato, secondo lei, l'esplosione a Caorle? «Di solito nei monumenti ci sono proiettili di artiglieria e credo sia stato proprio uno di questi a scoppiare. Venivano, e vengono tuttora, trovati nel terreno, inesplosi dopo il lancio di un cannone o di un mortaio. Al loro interno hanno una spoletta che aziona il detonatore e che fa scoppiare la carica interna. Se non esplodono è perché qualcosa non ha fatto attivare il detonatore».