Quanto sta avvenendo in Cisgiordania “è inaccettabile“. Lo ha detto il cardinale presidente della Cei, Matteo Zuppi, dopo essere intervenuto dal palco del Meeting di Rimini. “Bisogna difendere la convivenza e i diritti, non è pensabile che vengano calpestati e umiliati i diritti di tutti, in particolare degli arabi”, ha sottolineato, aggiungendo che “noi continuiamo con gli aiuti. Dobbiamo vedere ciò che è possibile fare, a seconda della situazione, in collaborazione con il Patriarcato” latino di Gerusalemme.

Zuppi, dunque, ha parlato all’indomani della visita di Papa Leone XIV, accolto all’interno del padiglione romagnolo come una star. “Nel mondo è cosi facile sentirsi sicuri chiudendosi in una enclave” ha detto Zuppi dal palco, ma questo è il contrario del messaggio del Vangelo. E infatti “il Papa ieri ci ha invitato a slegarci da ciò che divide per legarci alla grande e sofferente messe che è questo mondo e tra di noi. Questo si chiama comunione ed è sempre dinamica e inclusiva” e voi, ha detto Zuppi rivolgendosi al popolo del Meeting, nell’omelia della messa in Fiera, “come ha detto Papa Leone non avete fatto un’enclave… pensiamo a quella di Ceuta…”.

Zuppi ha invitato a “combattere l’inimicizia con l’amicizia”, “Papa Leone ci ha detto di uscire, ‘uscite incontro a tutti'”. Dio “continua a radunare una famiglia universale tanto più importante in questa stagione in cui prevale l’insolente prepotenza del potere”, “la babele dell’io o di un noi chiuso, contrapposto ad altri”. La Chiesa non può seguire questo perché “vive nel mondo ma non è del mondo e proprio per questo ne sente la responsabilità decisiva”.