COLLI EUGANEI (PADOVA) - I religiosi ritorneranno ad abitare l'ex Monastero degli Olivetani. A prometterlo è il presidente della Fondazione Monte Venda, Carlo Maria Conte, a pochi giorni dalla visita che compirà il vescovo di Padova, Claudio Cipolla, per la celebrazione della ricorrenza del Martirio di San Giovanni, cui è dedicato l'antico insediamento monastico. Ci vorrà ovviamente tempo. E sarà soprattutto necessario attendere il completamento dell'ambizioso progetto di ristrutturazione dell'antica chiesa del complesso.
L'antefatto I volontari della Fondazione avevano iniziato un'attività di recupero dei ruderi degli Olivetani già 25 anni fa. Non si erano limitati solo a ripulire e risistemare, ma avevano restituito funzionalità all'antica torre campanaria e alla cripta, che ospita ora celebrazioni religiose. La volontà di ricostruire la chiesa era approdata ad un progetto di recupero rimasto per anni oggetto di disaccordo con la Sovrintendenza e l'Ente Parco. Materia del contendere era stata per anni la fisionomia del tetto del luogo religioso che gli Enti di tutela avrebbero imposto in una avveniristica struttura trasparente, quasi per non compromettere l'ormai secolare esposizione al cielo e al profilo dei colli dopo il crollo, secoli fa, della copertura originaria. Alla prescrizione la Fondazione aveva opposto la volontà di un restauro più tradizionale.La posizione «Abbiamo di recente posto il restauro della chiesa dell'ex Monastero - ha spiegato il presidente della Fondazione, Carlo Maria Maggi - al centro degli interessi e delle sollecitazioni degli studenti dello Iuav di Venezia. Ricevendo da loro 18 progetti molto interessanti. Abbiamo adesso l'intenzione di adottarne uno che suggerisce una copertura molto aerea anche se non trasparente della chiesa. Se fosse finalmente accolta sarebbe un importante punto di partenza per il decollo del progetto di recupero». Da qui, secondo il Carlo Maria Maggi, si aprirebbe la strada ad un ritorno dei monaci sul Monte Venda. «Conosciamo già i desideri di alcuni religiosi di comunità monastiche olivetane di rientrare nell'antico sito sulla cima del Venda. E ridare definitivamente vita religiosa al complesso».Lo scenario Ma non basta. L'ex monastero, già ora mèta escursionistica sui Colli Euganei, potrebbe attivare un flusso turistico legato ai cammini religiosi, capace di valorizzare dal punto di vista paesaggistico e naturalistico, anche l'ex base militare del Venda. «L'ex polo militare - continua ancora il Carlo Maria Conte - potrebbe accogliere anche strutture di ospitalità a servizio degli escursionisti, valorizzando ulteriormente il patrimonio storico ed artistico dei Colli». Tutto però resta legato all'esito del progetto di recupero della chiesa. Se, grazie anche ai suggerimenti dello Iuav, superasse stavolta l'esame della Sovrintendenza e del Parco, costituirebbe davvero il trampolino di lancio di un "sogno" religioso rimasto per anni nel cassetto.









