Le elezioni durante la guerra rischierebbero di «spaccare» l’Ucraina. Volodymyr Zelensky durante un colloquio con i giornalisti respinge l’ipotesi di tornare alle urne, rilanciata anche dal suo ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, mentre prosegue il conflitto con la Russia. Per il presidente ucraino un voto in queste condizioni rappresenterebbe «un rischio enorme»: «Le elezioni in questo momento sarebbero uno tsunami per il Paese che dividerebbe l’Ucraina». La priorità resta dunque la protezione delle città e delle infrastrutture durante il prossimo inverno.

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Kiev è alla ricerca di 300 missili per i sistemi Patriot, a fronte di una richiesta complessiva dell’Aeronautica di 360. Zelensky punta soprattutto alle riserve americane: l’Ucraina sarebbe pronta a pagare per ottenere il 5-10 per cento delle scorte statunitensi. Una decisione che, secondo il presidente, potrebbe incidere sia sulla protezione della popolazione sia sul piano diplomatico. Secondo Zelensky, la Russia dispone di 600-630 missili balistici e può produrne fino a 1.300 all’anno, con una capacità potenziale di circa cento al mese nei prossimi mesi. Per ridurne l’efficacia – spiega Zelensky – Kiev sta colpendo obiettivi legati all’industria militare russa e preparando altre operazioni contro la capacità di Mosca di condurre attacchi missilistici.