Il racconto del divo più noto di ogni tempo: Rodolfo Valentino. Per l'attore originario di Castellaneta, oggi, domenica 23 agosto (a cent'anni esatti dalla scomparsa a soli 31 anni a New York, per le complicazioni di una peritonite e di una setticemia) anche la città di Pordenone rende omaggio all'attore. Negli spazi della Galleria Sagittaria di Pordenone, dove fino al 28 agosto è allestita la mostra "Cinema Effimero. Materiali per comunicare" una intera sala è dedicata a Rodolfo Valentino.

Gli "ephemera" provenienti da vari Paesi, tutti parte della collezione privata della studiosa Silvia Moras, rileggono il mito dell'attore pugliese sotto una luce incredibilmente moderna: il nucleo della sezione dedicata a Valentino dimostra come le forme di comunicazione partecipativa e la cultura del fandom non siano nate con il digitale, ma abbiano radici profonde nel cinema muto. Gli ephemera esposti testimoniano un sistema di promozione e fidelizzazione che anticipa le dinamiche degli attuali social media. Il pubblico dell'epoca non era un semplice spettatore passivo, ma interagiva attivamente con l'immagine del divo attraverso la raccolta di oggetti cartacei e gadget promozionali.

«La sala offre così uno spaccato peculiare e unico della "Valentino-mania" globale - spiegano gli organizztaori - Da un rarissimo scrapbook inglese del 1926 dedicato al celebre "latin lover" agli album di ritagli interamente confezionati dai fan che dimostrano l'affetto e l'ossessione del pubblico per la vita privata del divo, a figurine d'epoca, cartoline illustrate, oggetti e memorabilia, spartiti musicali ispirati ai suoi film come Il figlio dello sceicco, inserti di riviste dedicati alla sua figura». Una mostra, dunque, come una appassionante macchina del tempo, per viaggiare alle radici dei social e della comunicazione digitale del nostro tempo: a Valentino sono dedicate anche le fascette di sigari intitolare all'attore, una testimonianza visiva dei fasti dell'attore, capace di restiture la dimensione mediatica e sentimentale del fenomeno Valentino nella cultura popolare internazionale. Dopo essere approdato in America all'inizio del 900 nel novero degli emigranti italiani Valentino ha incarnato su scala planetaria la parabola del self made man e la realizzazione del sogno di chi riusciva ad affermarsi grazie a talento, lavoro e determinazione. «La sua vita breve e intensa - concludono i promotori - fu una cavalcata fra successi e amori sempre in primo piano. I suoi film fecero impazzire milioni di donne, lacrime e sospiri accesero gli schermi e Rodolfo Valentino divenne il primo "re" di Hollywood»» (fino al 28 agosto).