Ogni volta che si parla di Rodolfo Valentino – sempre meno, in realtà, e con sempre minor consapevolezza – occorre ridirsi quel che ancora a distanza di un secolo suona mirabolante: la storia di un ragazzo pugliese, nato a Castellaneta in provincia di Taranto nel 1895, medesimo anno della nascita del cinema, che emigra carico di sogni in America dove diventa un divo del cinema, il primo in assoluto, fondatore del divismo stesso, prototipo ineguagliabile, icona mondiale.
Per dar ragione di quanto lo fosse, basta scorrere le cronache del giorno più infausto, quello della sua morte, avvenuta il 23 agosto nel 1926, a trentuno anni appena, a causa di una peritonite acuta. Due funerali, uno a Los Angeles e uno a New York, migliaia di persone in strada, la stampa internazionale che trasforma quella morte in uno dei grandi eventi del Novecento, secolo che pure non mancherà di tragici e memorabili accadimenti. Si assiste a episodi di isteria collettiva, a suicidi, a gesti di fanatismo estremo; i suoi abiti e i mobili vanno all’asta, lo si evoca in sedute spiritiche e per anni leggenda vuole che una Donna in nero vada a deporre rose rosse sulla sua tomba.
Questo e molto altro s’apprenderà leggendo Rodolfo Valentino - L’uomo, il divo, la leggenda, il nuovo libro monografico che il 25 luglio andrà ad arricchire la collana Barisienne di Repubblica Bari. Curato dal vicecaporedattore di Repubblica Bari Gianni Messa, i lettori di Repubblica lo troveranno allegato al giornale e, dunque, sarà come sempre gratis per loro (si consiglia, tuttavia, di prenotarlo prima). La presentazione ufficiale del volume, invece, è fissata per martedì 21 luglio alle 11 nell’Ateneo di Bari.






