BELLUNO - Pagine dei "libri del bivacco" i quaderni su cui i visitatori lasciano la firma del loro passaggio strappate nei ricoveri d'emergenza nel versante nord del gruppo delle Marmarole. Un fatto mai accaduto, a memoria d'uomo, in questa parte delle Dolomiti. Un atto gravissimo, oltre che incivile, fanno notare nell'ambiente del soccorso alpino: «Sono pagine oltremodo preziose per noi soccorritori sottolineano nel caso si sia impegnati nella ricerca di persone in un ambiente dove il segnale telefonico è a singhiozzo, se non del tutto assente».
Ma, in quest'estate bollente, il malcostume, i comportamenti maleducati o peggio, da turismo cafone, sono stati diffusi e ripetuti in molte aree del bellunese. Di recente anche il Comune di Cortina è corso ai ripari con un'ordinanza che vieta bivacchi, campeggio improvvisato, consumo di cibi e bevande in spazi non idonei, l'uso di un abbigliamento contrario alla decenza in centro.
DOVE È SUCCESSO
Quanto a quest'ultimo episodio dei libri del bivacco strappati, la spiacevole scoperta è avvenuta nei giorni scorsi. Ad essere interessati dall'ennesimo atto vandalico da parte di ignoti sono stati i bivacchi a "botte" Fratelli Toso a fianco del rifugio Tiziano sul Col di Vallonga, il Musatti alle porte delle Meduce di Fuori, ambedue nel territorio di Auronzo di Cadore, il Voltolina nella Val de Mez nel Comune di San Vito di Cadore, tutti appartenenti alla sezione del Club Alpino Italiano di Venezia e oltre i duemila metri di quota. I tre bivacchi fanno parte della quinta tappa, la più lunga con 9 ore di percorrenza, dell'Alta Via 5 da Sesto Pusteria a Pieve di Cadore. Il lungo tratto si svolge in un ambiente particolarmente selvaggio, impegnativo da raggiungere e a percorrere.








