Il caldo che sta picchiando duro su Torino presenta il conto. Sono 253 gli alberi adulti morti per la siccità negli ultimi tre mesi, per i quali il Comune ha programmato o già eseguito l'abbattimento dopo gli ultimi controlli. È quanto emerge dall'agenda degli interventi sul patrimonio arboreo della città, che ha raccolto le operazioni pianificate dai tecnici tra giugno e l'inizio di questo mese di agosto. Parco Europa e parco Dora: dove saranno abbattuti più alberi Il bilancio più pesante è al parco Europa, sulla collina di Cavoretto, dove sono 60 gli alberi tagliati o destinati all'abbattimento perché risultati secchi. Altri 50 si trovano nel parco Dora, 15 nel verde di Italia '61, a Millefonti, 10 al parco del Meisino, già abbattuti, e altrettanti nell'area Amiat di via Giordano Bruno, in borgo Filadelfia. Nel complesso, quelli già rimossi sono una sessantina, mentre per gli altri interventi si procederà entro ottobre. Perché la siccità sta facendo morire anche gli alberi adulti La morìa ha colpito alberi che, in quanto adulti, hanno radici sviluppate in profondità, che normalmente raggiungono autonomamente l'acqua necessaria. Quella che si sta concludendo, però, è un'estate diversa dalle altre: «È piovuto meno della metà della media del periodo - spiega l'assessore al Verde Francesco Tresso -. La falda si è abbassata e l'apparato radicale delle piante fatica a raggiungere l'acqua». Cinquemila alberi giovani a rischio Il rischio, ora, riguarda soprattutto i cinquemila alberi giovani, piantati cioè negli ultimi cinque anni, le cui radici non hanno ancora raggiunto una profondità tale da renderli indipendenti sul piano dell'approvvigionamento idrico. Per loro, in queste settimane, il Comune ha intensificato le irrigazioni: dalle due al mese di inizio primavera si è passati a una alla settimana in questo mese di agosto. «Stiamo intervenendo con irrigazioni di soccorso, con dieci squadre con autobotti che lavorano senza sosta - aggiunge l'assessore Tresso - . Ogni albero riceve tra i 100 e i 200 litri d'acqua per intervento». Per farlo l'assessorato ha «stanziato sulle irrigazioni più del doppio degli investimenti abituali» dice Tresso. L'operazione è costata alla Città circa 150 mila euro da inizio primavera a fine luglio, una somma destinata a salire nelle prossime settimane. Il patrimonio verde di Torino Ma il punto non è solo questo. Torino conta complessivamente 165 mila alberi: 62 mila lungo i viali, 54 mila tra parchi, giardini e cortili delle scuole e 50 mila nei boschi collinari. Finora il Comune è riuscito a mantenere la quota di alberi morti sotto il 10 percento del patrimonio. Quest'anno, spiegano dalla Città, quella soglia potrebbe essere superata. Come la città vuole proteggere gli alberi Anche per questo il Comune ragiona su come affrontare il problema nel medio periodo. Le strade sono soprattutto due: migliorare il modo in cui vengono irrigati gli alberi più giovani e cambiare, dove necessario, le specie da mettere a dimora. Tree bag: come funziona la nuova irrigazione La prima soluzione sono le «tree bag», che dall'inizio del mese il Comune sta sperimentando nel parco Rignon, a Santa Rita. Si tratta di sacche per l'irrigazione, che vengono sistemate alla base del tronco e riempite d'acqua. Invece di riversarla rapidamente sul terreno, la sacca la rilascia lentamente, permettendo all'acqua di penetrare gradualmente verso le radici. Il vantaggio, per il Comune, è anche organizzativo, dal momento che le sacche consentono alle squadre di intervenire su un numero maggiore di alberi. Le specie giuste per il nuovo caldo L'altra strada riguarda invece le specie arboree. Il Comune sta rivedendo le scelte per la messa a dimora delle nuove piante, evitando in particolare i carpini, i faggi, buona parte degli aceri e delle querce, soprattutto nelle aree considerate più esposte al rischio di siccità. L'orientamento è aumentare invece il ricorso a specie ritenute più adatte alle condizioni che Torino dovrà affrontare nei prossimi anni, come gelsi, carpino nero, parrotia persiana e nocciolo di Costantinopoli. Tra le specie oggi più diffuse in città, invece, tigli, platani, ippocastani e soprattutto celtis non stanno al momento manifestando particolari problemi: è anche partendo da queste indicazioni che si stanno valutando le future sostituzioni degli alberi.
Morti per il caldo 253 alberi, l’estate arida presenta il conto a Torino
Negli ultimi tre mesi acqua insufficiente per le radici: 60 abbattimenti previsti solo al parco Europa. Dieci squadre impegnate con autobotti per proteggere le…











