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Andrea Arzilli

Un albero su dieci da abbattere, ma la ripiantumazione è superiore ai tagli. Il Comune: «Saldo è positivo»

«Un albero su dieci da abbattere» prima che venga giù da solo. Si parla di circa 35 mila piante, ovvero un decimo del patrimonio verde della Capitale che conta più o meno 350mila alberi disseminati tra parchi, vie e giardini pubblici. Anche se esce dall’Ambiente del Comune, la stima viene rivista man mano che vanno avanti le potature, è lì che le piante vengono risistemate e controllate a vista o con prove di trazione per classificarne lo stato di salute.

Se, dopo analisi di giardinieri e agronomi, l’albero rientra nella categoria D — tecnicamente con «propensione al cedimento», nel gergo del Servizio giardini «morto in piedi» — allora si pianifica l’abbattimento, questione di sicurezza. Finora siamo più o meno a quota 20 mila abbattimenti in tre anni, mentre la ripiantumazione compensativa è arrivata a «circa 35 mila alberi», dicono dal Comune nel sottolineare il «saldo positivo». Ma per la messa in sicurezza della città tocca accelerare, soprattutto con l’avanzare della stagione autunnale, la più delicata dato che, dopo la calura estiva, le piante sottoposte alle intemperie (soprattutto il vento) presentano il conto, anche molto salato come raccontano troppo spesso le cronache (nere) cittadine.