Per una donna, affermarsi nel mondo dell’alpinismo è ancora un percorso ripido tanto quanto una scalata in alta quota. Nonostante la storia recente vanti imprese gloriose di atlete, queste non hanno del tutto scalfito una narrazione di montagna tutta al maschile che ha dominato per decine e decine di anni. È così che stereotipi e pregiudizi continuano a farsi sentire e persino a influenzare il mondo dell’abbigliamento tecnico.

Lo sa bene Deborah Bionaz, alpinista, già assessora al Turismo e allo Sport di Cogne e prima donna ad aver firmato una guida sullo scialpinismo in Valle d’Aosta. “Mentre scrivevo la guida, assieme alla mia collega Ilaria Sonatore, pensavo alle critiche che avremmo potuto ricevere una volta pubblicata: una guida firmata da due giovani autrici ed entrambe sotto il metro e sessanta” – scherza Bionaz – D’altronde la mentalità in passato ha sempre ritenuto le donne con caratteristiche fisiche e mentali non adatte all’alpinismo. A due anni dall’uscita, devo dire che l’opera è stata accolta bene, anche se alcune battute infelici non sono mancate”.

Considerando il panorama nazionale, la presenza di guide alpine donne iscritte all’albo è meno del 3%. Per questo, non stupisce che a Bionaz venga chiesto: “Ma l’avete scritta tutta da sole? Non avrei mai immaginato che una donna potesse fare una guida così bene”.