Il passeggino della nipotina è ancora sotto le macerie. L’auto che avrebbe dovuto portare la famiglia al mare è sepolta dai detriti. Di tanto in tanto, dal costone, si alza qualche nuvola di polvere. «Venerdì sono finalmente riuscito a tornare a casa per la prima volta. È stato scioccante. Solo ora mi rendo conto di quello che è successo, mi sento come uno che è tornato dall’aldilà», racconta Marino Rolfo, l’uomo di 73 anni, un passato come giornalista, poi al Credito Italiano quindi funzionario al ministero dello Sviluppo Economico, travolto dalla frana che, la sera del 31 luglio scorso, si è staccata dal costone di via Savino Vitagliano, a Pozzuoli, durante la scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che ha colpito i Campi Flegrei.

Rolfo è vivo grazie all’intervento eroico del figlio Alessandro, che lo ha letteralmente tirato fuori dai massi. Ma è stato determinante anche un passante, quasi certamente un vicino, che lo ha caricato in auto e accompagnato di corsa al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Grazie. Ha riportato lesioni alle costole, allo sterno, alle vertebre e ai polmoni. Non può rientrare nella sua abitazione, attualmente è ospite di parenti. Ma è vivo. E chiede alle istituzioni «di intervenire per mettere una volta per tutte in sicurezza i costoni dell’area flegrea: è un dovere verso tutti i cittadini».