Uno studio su 31mila adulti collega gli orari dei pasti alla mortalità e individua le fasce associate al rischio minore

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Più tardi arrivava il primo pasto, più aumentava il rischio associatoPer la cena compare una curva a UOltre due anni di differenza nell’aspettativa di vita stimataCosa c’entrano i ritmi circadiani

Mangiare per la prima volta tra le 7 e le 8 del mattino e consumare l’ultimo pasto tra le 19 e le 20 è risultato associato al rischio di mortalità più basso in uno studio che ha seguito oltre 31mila adulti statunitensi. Spostando il primo pasto sempre più avanti, l’associazione cresceva: +10% tra le 8 e le 10, +19% tra le 10 e mezzogiorno, fino al +29% dopo le 12. Per chi mangiava dopo mezzanotte, l’aumento associato arrivava invece al 27%.