Di: Telegiornale - Fabio Storni / GiWi Nel Reno scorre poca acqua. Dall’alto il panorama offre immagini insolite e sul letto del fiume stanno riemergendo tracce del passato. L’attuale periodo di forte siccità ha spinto l’archeologa cantonale di Sciaffusa a perlustrare i fondali emersi, dando il via a una vera e propria caccia ai reperti storici.Segnalata una pietra con incisioniL’ispezione è scattata in seguito a una segnalazione precisa: “Mi è stato riferito che dal Reno è emersa una pietra con delle incisioni, voglio dare un’occhiata”, spiega Katharina Schäppi, archeologa cantonale di Sciaffusa.Laddove solitamente scorrono metri di acqua, oggi in mezzo al letto del fiume svetta un grande sasso, completamente all’asciutto. Avvicinandosi, i dettagli storici diventano evidenti: “Ci sono delle iscrizioni, una croce svizzera e delle lettere” – osserva Schäppi – “potrebbero essere le iniziali di chi ha inciso le prime scritte.La presenza di un simile masso testimonia che il livello del Reno ha toccato minimi storici già in epoche passate. Nella storia dell’Europa centrale esiste un termine specifico per definire questi indicatori idrologici: le “pietre della fame” (in tedesco Hungersteine).Cosa sono le “pietre della fame”?Le pietre della fame sono veri e propri indicatori idrologici: “In passato, la loro comparsa significava che l’inverno seguente ci sarebbe stato poco cibo e che la popolazione avrebbe quindi sofferto la fame”, ha spiegato l’archeologa.“Se mi vedi, allora piangi”Questi blocchi di pietra, diffusi soprattutto nell’Europa centrale e orientale, venivano usati come messaggi di avvertimento lasciati alle generazioni future. Uno degli esempi più celebri si trova a Děčín, nella Repubblica Ceca, dove su una roccia nel fiume Elba si legge un monito: “Se mi vedi, allora piangi”.Monete e oggetti antichiIl letto del fiume si sta rivelando una miniera di piccoli oggetti storici, in quantità decisamente superiori rispetto agli anni passati.“Riceviamo molte segnalazioni dalla popolazione” – conclude Katharina Schäppi. “Tanta gente passeggia lungo il Reno, fa il bagno e trova di tutto. Non è consentito cercare e scavare attivamente, ma se qualcuno si imbatte in un oggetto per caso, come un ferro di cavallo o una moneta, non è punibile. Anzi, siamo molto contenti se ci avverte”.Monete antiche, vecchie bottiglie o storiche pietre della fame: ogni singolo pezzo di storia che la siccità strappa temporaneamente al fiume viene catalogato, studiato e archiviato.
Monete e pietre della fame: i tesori svelati dalla secca del Reno - RSI
La siccità del Reno porta alla luce pietre della fame e monete antiche. L'archeologa Katharina Schäppi spiega come vengono gestiti i reperti storici emersi dal fiume.











