Dopo il lancio della doppia Ops del Monte dei Paschi di Siena su Banco Bpm e Banca Generali, il faro del mercato si sposta sulle mosse delle possibili “prede” di Mps. Banco Bpm riunirà il consiglio di amministrazione in settimana per esaminare l’offerta del Monte. Ma a far pendere l’ago della bilancia saranno le decisioni che prenderà il socio di riferimento di Bpm, vale a dire la banca francese Crédit Agricole. Il ceo Olivier Gavalda, durante la presentazione dei dati semestrali della banca, aveva spiegato di non ritenere che una unione con il Monte potesse creare valore per la banca. Durante la call conference con gli analisti, la Cfo del gruppo, Clotilde L’Angevin, aveva invece sottolineato come l’interesse fosse quello di fondere le attività italiane del Credit Agricole con il Banco Bpm. Lo scambio proposto dal Monte agli azionisti di Bpm, tra l’altro, non prevede nessun premio. Anzi, considerando che le azioni del Monte scontano attualmente il premio dell’Opas lanciata da Intesa, l’operazione alla fine potrebbe risultare addirittura a sconto. Il mercato, insomma, non crede che i francesi possano avallare l’operazione. Lo ha spiegato anche un osservatore come l’economista Marcello Messori, già professore presso numerose università internazionali, tra le quali Louvain-la-Neuve, Paris – Nanterre, Nice-Sophia-Antipolis e Sciences Po ed ex presidente delle Ferrovie dello Stato Italiane. Raggiunto dall’AdnKronos, ha spiegato di non «vedere motivi» per i quali l’Agricole dovrebbe accettare l’Offerta del Monte.